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22 gennaio 2021

SEO Link Building vs. Internal Linking: quale conviene davvero?

Lorenzo Dalla Dea

SEO-link-building-e-internal-linking

La SEO Link Building è vista da molti esperti del traffico organico come una sorta di dogma. I link provenienti da altri siti/domini sono considerati l’arma migliore per favorire il posizionamento sui motori di ricerca. Ma vale davvero la pena intraprendere una strada così tortuosa per ottenere l’approvazione di Google e simili?

Ti propongo un confronto tra strategie di link building e internal linking per capire quale è più utile e conveniente da attuare.

Indice degli argomenti:

 

SEO Link Building e Internal Linking: differenze di base

Le 2 cose in realtà non sono propriamente paragonabili: la link building rappresenta le attività volte ad ottenere link da alti siti attinenti all’argomento o al settore trattato su una delle nostre pagine web. I link interni invece sono collegamenti ad altre pagine interne al nostro dominio per favorire la fruizione di contenuti correlati.

Entrambe le cose però hanno un’importante valenza lato SEO:

  • I link provenienti da altri siti contribuiscono a migliorare il ranking della pagina di destinazione perché interpretati dai motori di ricerca come segnale di apprezzamento spontaneo da parte di altri utenti e di conseguenza premiati con un posizionamento più alto nella SERP

  • I link interni invece favoriscono l’indicizzazione perché permettono ai bot (come ad esempio gli spider di Google) di trovare, analizzare e indicizzare il maggior numero di pagine possibile all’interno del sito.

In linea di massima sono attività complementari, entrambe possono dare benefici, ma con differenze significative sul piano della convenienza (economica e di tempo dedicato) e della controllabilità. Analizziamole quindi nel dettaglio.

 

Link building: pro e contro

Il vantaggio non da poco della link building è che è molto premiata da Google. Come accennato prima l’ottenimento di link spontanei è considerato come un segno di interesse, autorevolezza e utilità e in quanto tale è valorizzato dal motore di ricerca che attribuirà un punteggio di ranking più elevato alla pagina.

Tuttavia, ricevere link spontanei non è cosa semplice, specie da siti che abbiano attinenza con il nostro settore e che, a loro volta, siano famosi e autorevoli. Per arrivare ad un tale risultato bisogna lavorare molto bene sui propri contenuti, rendendoli interessanti, per nulla banali o scontati e mostrando anche quanto si sia davvero esperti della materia trattata.

Ma non è neanche detto che il link esterno porti a dei vantaggi perché se questo arriva da un sito mal posizionato o con basso ranking rischia di abbassare anche il tuo punteggio. I link ricevuti dovrebbero essere sempre e comunque controllati. SEOZOOM ad esempio ti può mostrare quanti link ha ricevuto il tuo sito distinguendoli anche per qualità (da bassissima ad alta).

In alternativa la link building potrebbe essere “contrattata” facendo accordi editoriali con altri siti più o meno importanti. Un lavoro abbastanza impegnativo (e più diffuso all’estero che in Italia) fatto di vere e proprie pubbliche relazioni volte a creare una rete di contatti con brand o testate varie per convincere queste a darci un link “spontaneo”. Un’attività di questo tipo però potrebbe essere considerata quasi un lavoro a tempo pieno e poco conveniente per un sito o un blog aziendale.

Un’altra strada percorribile è quella della compravendita di link: su Facebook ad esempio si trovano molti gruppi dedicati proprio allo scambio di link, per lo più offerti da siti generalisti e non per forza di cose attinenti in maniera stretta a ciò che fai o che vendi nella tua azienda.

In più ho una notizia per te: se per ottenere traffico bisogna pagare allora esiste qualcosa di più conveniente in termini di risultati e controllabilità: Google ADS!

Concludo anche rimarcando il fatto che i motori di ricerca premiano “i link spontanei”, se la tua attività di link building destasse sospetti sulla sua genuinità potresti addirittura subire una penalizzazione manuale!

 

Internal linking: 3 consigli pratici

A conti fatti ottimizzare la link building interna è di gran lunga la scelta più opportuna… anche perché è un'attività di SEO on page e quindi dipende solo dai tuoi sforzi. I link interni ti permettono:

  • di migliorare l’esperienza di navigazione dei tuoi utenti tra le pagine del tuo sito, indicando volta per volta altri contenuti attinenti e di dettaglio dove trovare informazioni aggiuntive e complementari

  • di favorire l’indicizzazione grazie ad una efficace rete che collega tutte le pagine del tuo sito (o del tuo blog) e che agevola la scansione dei contenuti da parte degli spider di Google.

Ecco quindi cosa puoi iniziare a fare fin da subito:

 

Adotta la tecnica delle Pillar Page

Realizza un lungo contenuto (non per forza una pagina del tuo Blog) in cui trattare un macro-argomento relativo ai tuoi prodotti e servizi. Inserisci in questa pagina informazioni utili in modo da coprire tutti gli step del buyer’s journey (awareness, consideration e decision) del tuo buyer persona.

Non devi essere troppo specifico in questa fase, basta sviluppare informazioni che permettano al lettore di dare un nome alla propria esigenza, ottenere un ventaglio di possibili soluzioni e convincerlo che la tua offerta è quella più adatta al suo caso.

Parallelamente scrivi anche dei blog post più specifici e tecnici, in modo da coprire nel complesso (e anche in questo caso) tutti gli step del buyer’s journey.

Inserisci nella pillar page i link interni ai vari blog post e, possibilmente linka la pillar anche nei singoli articoli.

Per ogni possibile macro-argomento inerente ai tuoi prodotti o servizi potrai realizzare altrettante pillar page, come schematizzato in questa immagine.

seo link building vs. internal linking - strategia pillar page

 

Linka tra loro i vari Blog post

La stessa logica usata per la pillar la puoi riproporre anche per facilitare la navigazione tra i vari blog post.

Ad esempio, se hai già sviluppato un articolo specifico su un determinato tema e lo stesso argomento lo riproponi in un altro post, puoi inserire in quest’ultimo un rimando al primo anziché ripetere nuovamente tutto il brodo. Se il tuo lettore è davvero interessato ad approfondire la questione gli basterà un clic per leggere anche l’altro contenuto.

 

Crea un indice cliccabile all’inizio della pillar o del blog post

Un altro consiglio, particolarmente utile per le pillar page o per i blog post lunghi, è quello di piazzare all’inizio dell’articolo un indice dei vari argomenti (sottotitoli) trattati e di inserire in questo degli anchor link per portare il lettore direttamente alla parte che gli interessa, senza costringerlo a fare scroll compulsivo verso il basso fino a quando non trova il paragrafo desiderato.

 

L'insieme di queste 3 attività rappresenterà un valido aiuto all'ottimizzazione SEO dei tuoi contenuti, creando così una fitta rete premiante agli occhi del motore di ricerca.

 

Vuoi approfondire le tue conoscenze SEO per scalare la SERP con le tue pagine? Scarica la nostra guida e scopri le xx cose da fare per arrivare primi su Google!

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Topics: Blog, SEO



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