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15 novembre 2014

Le 3 ragioni per cui le persone ignorano le tue email

Cecilia Secco

email-spam-rifiutate

Stai cercando di far fruttare la lead generation con campagne DEM, ma nessuno ti risponde? Perhé le persone ignorano le tue email?

"Houston abbiamo un problema" e quando abbiamo un problema oggi cosa facciamo? Cerchiamo la soluzione su Google.

Se fai una ricerca su Google con questa frase: "errori di email aziendale", troverai infinite risposte ma tutte dicono le stesse cose:

  1. Includi un nome nella e-mail ("Caro Cliente" è un po' triste)
  2. Evita l'uso di parole complesse e troppo settoriali (Il burocratese non fa mai colpo)
  3. Non dimenticare di inserire un saluto  (L'educazione prima di tutto)
  4. Non dire mai "se sei interessato" (Puoi venire cestinato in tempo record)
  5. Modifica la riga dell'oggetto  (Deve essere super attraente)
  6. Controlla l’ortografia  (Gli errori grammaticali possono essere fatali)
  7. Evita le faccine  (Le emoticon vanno bene sulle chat tra amici, non via mail)

Ci fermiamo qui anche se l'elenco potrebbe continuare all'infinito.
Tutti questi suggerimenti sono ovvi per un professionista, ma quali sono gli errori meno scontati che impediscono alle tue email di ottenere una risposta? Scopriamoli insieme.

Errore 1: Ti concentri sull'obiettivo sbagliato quando scrivi l'oggetto dell’email

Non è un segreto che sia necessario un oggetto efficace per ottenere l’apertura dell’email. Ma quando scrivi l’oggetto, pensa al tuo vero obiettivo finale.

L'obiettivo di ogni tua mail dovrebbe essere semplicemente quello di ottenere risposta. Non dovrebbe assolutamente essere di chiudere un accordo o di finalizzare una partnership. Fino a quando non ottieni una risposta, non puoi minimanete avvicinarti al tuo obiettivo.

Questi sono degli esempi che potrebbero tornarti utili:

  • [Nome], ho una domanda veloce per te.
  • [Nome di una persona conosciuta da entrambi] mi ha consigliato di contattarti.
  • Idee per [una cosa che per lui è importante].
  • Domanda su [un fatto recente che vi è capitato].
  • Domanda su [un loro obiettivo].
  • Considerazioni o consigli su [un titolo di un loro blog post].
  • Avete preso in considerazione [un pensiero / consiglio che gli sia utile]?

Guarda anche questi altri esempi di email per avere nuove ispirazioni. E non dimenticarti di pensare alla persona che leggerà l'email. Chi è? Cosa vorrebbe leggere? Cosa gli piace o interessa? Devi studiare bene la tua buyer persona.

nessuno_legge_le_mie_email

 

Errore 2: È arrivata nel momento giusto e nel posto giusto?

La maggior parte delle email aziendali vengono inviate durante le ore lavorative. Ma l’ultimo studio sull’apertura delle mail, datato 2014, mostra qualcosa di sorprendente.

 dati_apertura_email_2014

La linea grigia mostra il numero di email inviate per ciascun giorno della settimana. Si vede che la maggior parte delle email sono state inviate il Lunedi (più di 1.000.000). Il minor numero di email sono state inviate il Sabato e la Domenica (meno di 200.000 per ognuno di questi giorni). Ma i giorni in cui le persone aprono di meno le email sono Lunedi e Martedì, poi la percentuale di apertura aumenta gradualmente nel corso della settimana e infine abbiamo due picchi il Sabato e la Domenica.

Questo non significa che si dovrebbero inviare tutte le email durante il fine settimana, ma ci dovrebbe essere un certo equilibrio. Se vuoi sul serio catturare l'attenzione di una persona che non ti risponde, prova un’email la Domenica notte.  Scopri come creare le migliori campagne DEM del tuo settore con i nostri strumenti.

Ti consiglio di leggere anche questo articolo sugli 8 Esempi di Direct Email Marketing efficace, perché all'interno trovi i link a risorse gratuite utilissime per realizzare campagne DEM ad alto tasso di open rate. 

 

Errore 3: Stai utilizzando un indirizzo generico per il mittente

Anche se la maggior parte delle email provengono da un account personale, individuale, può capitare di utilizzare un provider di servizi email per inviare email ad un database con molti contatti. In  qualsiasi caso, il nome nel campo "Da" dell'email può avere un enorme impatto sul tasso di apertura. Svariati studi hanno mostrato che l'invio di email da parte di una persona reale aumenta sia il tasso di apertura che di click.

 test_apertura_email_da_persona_reale_o_nome_azienda

Come si può vedere nel grafico sopra, mandando la mail con mittente il nome dell'azienda (in questo caso HubSpot) la percentuale di click (click-through-rate, CTR) è stata del 0,73%, mentre mandando la mail con mittente una singola persona (in questo caso Maggie) la CTR è stata del 0,96%. E' chiaro che Maggie vince la sfida, tutto inizia ad avere senso. I destinatari sentono una connessione più personale all’email quando la ricevono da te piuttosto che dalla società X, o peggio, da qualche versione di "noreply.com."

Ora sei pronto per creare una mail veramente efficace, scopri come creare campagne DEM che portano veri risultati con lo strumento giusto. Guarda come facciamo noi in questo video 2016.

Tutorial Direct Email Marketing

 

Topics: Lead Generation, Inbound Marketing, Content Marketing, Email Marketing



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