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Nuovo Algoritmo Google Bert: come cambia la SEO

12 dic , 2019 | 3 minuti

Il nuovo algoritmo Google BERT (acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers) è stato presentato al pubblico come uno degli aggiornamenti più importanti del motore di ricerca. La funzione di BERT è riconoscere con ancora più precisione il search intent degli utenti grazie ad un’analisi più precisa del contesto in cui sono inserite le singole parole di una long tale.

Stando a quanto dichiarato da Pandu Nayak, Google Fellow e Vicepresidente del ramo Search, questa recente evoluzione dell’algoritmo dovrebbe modificare circa il 10% delle query in SERP (almeno per le ricerche in lingua inglese), con l’effetto positivo di restituire risultati sempre più pertinenti alle richieste degli utenti. Sarà davvero così? Che impatto avrà BERT sulla SEO?

Indice dell’articolo:

Previously on Google

BERT è solo l’ultimo degli aggiornamenti di Big G, quelli che ogni volta fanno drizzare le antenne a noi poveri SEO Content writer, che dobbiamo prevedere il modo in cui tecniche e strategie SEO devono essere riviste e cambiate in corso d’opera. Se hai perso alcuni passaggi, ecco dal nostro Blog cosa è successo negli episodi precedenti:

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Come funziona l’aggiornamento Google BERT?

BERT si pone come integrazione al già noto aggiornamento RankBrain di qualche anno fa, che ricorreva alla machine learning e all’intelligenza artificiale per restituire agli utenti risultati sempre più rilevanti e attinenti alle loro ricerche.

Sempre allo stesso scopo, questa volta Google ha messo in campo una tecnica che assimila il modo in cui avviene l’elaborazione del linguaggio naturale. BERT in sostanza ricostruisce l’intento di ricerca degli utenti analizzando ogni parola che forma la long tale in relazione a tutti i termini che la precedono e la seguono.

La query di ricerca quindi non è più smembrata in micro “parole chiave” e i risultati di ricerca non sono più un match delle singole parti. Ogni parola viene contestualizzata nel suo insieme, individuando l’esatto intento della persona. Guarda qui anche questo approfondimento sulla SEO dalla A alla Z per leggere anche gli ultimi aggiornamenti.

BERT e Google: significato delle parole ancora più preciso

Grazie a BERT la SEO semantica si avvicina sempre più alla semantica linguistica: almeno sulla carta quindi questo nuovo aggiornamento del motore di ricerca dovrebbe interpretare il significato delle parole in modo ancora più preciso.

Stando sempre alle dichiarazioni fatte da Google, si può intuire che a giovare della miglioria saranno tutte quelle ricerche molto dettagliate, molto precise e anche molto tecniche, quelle che di solito ci lasciano con l’amaro in bocca perché nel momento in cui interroghiamo Big G non troviamo mai davvero quello che stiamo cercando.

Aggiornamento algoritmo Google 2019 e gli effetti di BERT sugli Snippet

La diretta conseguenza di BERT dovrebbe quindi interessare anche i gettonatissimi snippet dei risultati zero. A ricerche più dettagliate dovrebbero infatti corrispondere SERP più dettagliate e questo fa ben sperare per i nostri contenuti di qualità, che verrebbero analizzati fino all’ultimo paragrafo e portati nell’olimpo della prima pagina. Un esempio a tal proposito può chiarire le idee.

aggiornameto-google-bert-effetti-sugli-snippet

Fonte: blog.google

Esempio pratico di come funziona l’algoritmo di Google BERT

È lo stesso Pandu Nayak a fornire degli esempi di come dovrebbero cambiare i risultati in SERP dopo l’arrivo di BERT.

In uno di questi prende come riferimento la query long tale Parking on a hill with no curb che tradotto significa “parcheggio su una collina senza marciapiede”. Prima di BERT l’algoritmo di Google considerava solo alcune parti della long tale e in questo caso avrebbe totalmente ignorato il no.

Tralasciando queste 2 importantissime lettere il search intent dell’utente viene completamente ribaltato e nello featured snippet comparirebbe una stringa di testo che spiega come parcheggiare in collina in presenza di marciapiede.

L’intelligenza di BERT invece dovrebbe analizzare attentamente tutta la frase (con tanto di negazione) escludendo di conseguenza i risultati “con marciapiede”. Un bel passo avanti insomma!

BERT ha davvero sconvolto la SERP di Google?

A poche settimane dalla sua comparsa, non sembra che BERT abbia portato ai risultati immaginati: le SERP sembrano non aver risentito granché del nuovo algoritmo.

Perché gli effetti di BERT sembrano tardare ancora? La mia modesta opinione è che la risposta sia nel modo in cui le persone effettuano tuttora le ricerche e nella differenza sostanziale tra query scritte e ricerche vocali.

Nei prossimi episodi: l’evoluzione della SEO

In caso di ricerca scritta, per ragioni pratiche e di tempo, le persone sono portate a digitare sulla testiera delle query telegrafiche, escludendo a priori articoli o preposizioni, e concentrandosi solo sulle parole principali (ad esempio ristorante vegano Roma). Nelle ricerche vocali invece una persona pronuncia frasi più complete e di senso compiuto.

Ragionando in questi termini è facile pensare che una query scritta non dia a BERT sufficienti elementi per smistare il più possibile i risultati in SERP, cosa che invece è più plausibile con le ricerche vocali.

Tuttavia, ci sono tutte le premesse per poter assistere a una radicale evoluzione nel modo di concepire e trattare la SEO. L’appuntamento è al prossimo episodio… o aggiornamento qual si voglia!

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Lorenzo Dalla Dea

Content Manager & Inbound Specialist. Affianco l’ArchiTeam curando i contenuti online dei nostri clienti, ottimizzandoli sul piano SEO e senza dimenticare che dall’altra parte dello schermo c’è sempre una persona che ha bisogno di essere informata.
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