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19 ottobre 2022

E-commerce email marketing - 4 flussi irrinunciabili

Lorenzo Dalla Dea

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Il connubio email-ecommerce è sempre e comunque necessario per una strategia di vendite online trionfante. Per spingere il proprio shop digitale e ottenere buoni risultati piattaforma e-commerce, email marketing e work flow automatici devono lavorare in perfetta simbiosi e sincronia.

Obiettivo di questo articolo è spiegare quali flussi di email progettare per un ecommerce e quali leve possono convincere i lettori a passare da visitatori a clienti, o da clienti a evangelisti!

 

E-commerce email marketing - indice degli argomenti

 

Email Marketing in E-commerce: le premesse

Prima di procedere con l’analisi dei flussi irrinunciabili, vale la pena fare 2 premesse.

Per prima cosa ricorda che l’applicabilità dei consigli che troverai nell’articolo dipendono in buona parte da software, servizi email, piattaforme e integrazioni usati.

Per essere davvero efficaci, le email che invierai dovranno consentire il più alto grado di personalizzazione possibile; ciò significa non solo lavorare sulla profilazione degli utenti, ma anche appoggiarsi a sistemi software perfettamente integrati che permettano di gestire agevolmente le segmentazioni degli utenti e la tracciabilità delle loro azioni nello store online.

La seconda riguarda invece l’ambito privacy e trattamento dei dati. Per recapitare gran parte delle comunicazioni email suggerite nell’articolo serve prima il consenso espresso nei form e l’autorizzazione ai cookie).

Assicurati quindi che nei tuoi form sia presente una spunta apposita per ottenere il consenso esplicito all’invio di comunicazioni di marketing e accertati che i flussi di email siano attivati solo per chi ha dato il consenso.

 

Strategie email marketing per e commerce:

 

Email E commerce per dare il benvenuto agli utenti

Un primo immancabile flusso di email deve essere strutturato per dare il benvenuto ai nuovi utenti e iniziare così a presentare i numerosi vantaggi del brand e dello shop online. In questa fase la segmentazione per interessi/categorie merceologiche è ancora prematura. Quindi, il flusso può essere strutturato in modo lineare. Basterà programmare l’invio delle varie email con scadenze temporali appropriate, non troppo invadenti ma nemmeno troppo dilazionate nel tempo (1 - 3 giorni tra una email e l’altra).

Una prima e mail potrebbe già invogliare il primo acquisto offrendo un codice sconto generico spendibile per tutti i prodotti a catalogo.

 

Esempio di email di benvenuto:

"Come regalo di benvenuto ti ho riservato uno sconto di 30 euro per il tuo primo acquisto sul mio e-commerce a fronte di un acquisto minimo da 200 euro.

Il tuo codice sconto è: WELCOME20

Aggiungi al carrello i prodotti che vuoi e inserisci il codice in fase di checkout per ottenere subito lo sconto. Inizia lo shopping ora".

 

Con le comunicazioni email successive puoi presentare volta per volta altri dettagli del tuo e-commerce: presentare prodotti di punta, mostrare i tuoi valori, rassicurare sulle condizioni di vendita (pagamenti, spedizioni, resi ecc.).

 

Esempio:

"Ciao *****, so che condividiamo la stessa aspirazione, quella di salvaguardare l’ambiente. Quindi, ci tengo a parlarti un po’ del nostro brand, della nostra missione e della speranza di contribuire ad un futuro diverso".

 

Questo tipo di email aiuteranno l’utente ad affezionarsi al tuo brand, ad interagire con i tuoi contenuti e a visualizzare le schede prodotto, gettando così le basi per la fase successiva di nurturing personalizzato.

 

Segmentazione utenti e Nurturing email

Una volta avviate le prime comunicazioni di carattere più generale è il momento di passare alla personalizzazione, con email che sembrino cucite addosso ad ogni singola persona. Come?

Se con il flusso precedente hai già invogliato una persona a curiosare nel tuo e commerce, puoi già sfruttare alcune informazioni per fare della segmentazione.

  • Quali categorie di prodotto ha visualizzato?
  • Ha interagito con schede prodotto di articoli per uomo o donna?
  • Ha aggiunto qualcosa alla wish-list o al carrello?
  • Ha navigato prevalentemente tra offerte e prodotti in sconto?

Sulla base delle pagine visitate è già possibile farsi una prima idea di cosa una persona desidera e agire di conseguenza.

Puoi ad esempio strutturare una email con un testo generico e inserire una regola intelligente per mostrare CTA diversificate, token e campi automatici per personalizzare il riferimento testuale con categorie specifiche o che addirittura moduli che mostrino prodotti ad hoc.

 

Esempio:

"Ciao “NOME CONTATTO”, non sai ancora come orientarti nella scelta del “CATEGORIA PRODOTTO” ideale per te?".

 

Vuoi una segmentazione ancora più precisa? Puoi utilizzare un configuratore con cui aiutare i visitatori a trovare il prodotto perfetto per loro. In base alle domande e alle risposte date puoi creare delle liste specifiche di utenti segmentandoli ad esempio per sesso (se ha rilevanza ai fin i dell’acquisto), prodotti desiderati, destinazione d’uso (lavoro o personale), modalità d’uso (frequente sporadico), fasce di prezzo ecc.

 

Ecco altri spunti dal nostro Blog per fare nurturing e automatizzare le email:

 

Recuperare i carrelli abbandonati

Quando di parla di e-mail per e-commerce l’obiettivo cardine su cui lavorare è sempre il recupero dei carrelli abbandonati. Lavorare sui carrelli abbandonati è utile per focalizzare gli sforzi su persone già abbondantemente interessate a uno o più prodotti con comunicazioni estremamente mirate proprio in virtù di preferenze palesemente espresse (i prodotti aggiunti al carrello).

Per quanto riguarda la comunicazione persuasiva da adottare in questi flussi ti rimando ad un altro articolo del Blog che riporta qualche esempio di email per carrello abbandonato.

Qui riporto solo alcuni consigli di massima:

  • Usa la leva della scarsità per ricordare i prodotti nel carrello potrebbero esaurirsi a breve.

Esempi:

“Qualcuno ha messo gli occhi sugli stessi prodotti che hai nel carrello…”.

 

“Resta solo un prodotto della taglia, colore, configurazione che messo nel carrello…”.

 

  • Puoi concedere ulteriori e più vantaggiosi sconti dopo che il carrello resta abbandonato per qualche giorno.
  • Approfitta dell’indecisione per rassicurare sulla sicurezza della transazione (pagamenti sicuri, politiche di reso, spedizioni celeri…).

Faccio ora una piccola digressione per spiegare la differenza (per nulla scontata) che c’è tra carrello abbandonato e checkout abbandonato.

Spesso si pensa erroneamente che convincere chi ha abbandonato la fase di check-out o chi abbia lasciato prodotti in un carrello sia la stessa cosa, ma non lo è per forza!

Abbandonare il check-out significa che la transazione si è bloccata nel momento in cui si è arrivati al pagamento: per difficoltà nel completare la fase di pagamento, per impossibilità di fornire tutte le informazioni richieste, per ripensamenti riguardo prezzo totale e modalità di spedizione… Le ragioni possono essere molte, ma una cosa è certa: chi arriva in questa fase si trova in fase di decision nel suo buyer’s journey.

Dietro ad carrello abbandonato invece le motivazioni possono essere maggiori e diverse. Aggiungere prodotti al carrello non significa per forza che l’utente sia convinto dell’acquisto: a volte l’aggiunta serve come promemoria su prodotti visti e piaciuti, altre volte è una tattica per aspettare e sperare in un calo di prezzo, altre volte si attende di trovare altri prodotti da aggiungere per arrivare ad un determinato valore totale (ad esempio quello che serve per ottenere la spedizione gratuita)…

La costante qui è che la fase del buyer’s journey può oscillare tra consideration e decision, quindi le leve motivazionali su cui spingere per convincere l’utente all’acquisto possono essere diverse. Sta a te capire cosa vogliono o cosa si aspettano i visitatori e impostare una email convincente.

 

Flussi E-mail per il Post acquisto

Quando parlo di post acquisto non mi riferisco solamente alle mail utili per aggiornare il cliente sullo stato del suo ordine, ma anche (e soprattutto) a quelle con cui è possibile fidelizzare il cliente, favorire il passaparola e la fiducia nel brand.

Fanno parte della prima categoria tutte quelle “email di servizio” che non richiedono un apposito consenso privacy per comunicazioni di marketing perché funzionali al servizio reso al cliente, cioè l’acquisto dei prodotti (ordine preso in carico, ordine spedito, tracking della spedizione, consegna…).

Oltre a queste comunicazioni se ne possono preparare altre di puro marketing per lavorare sull’esperienza positiva dell’utente e convincerlo ad acquistare di nuovo (in caso di acquisto di prodotti a consumo ricorrente) o a condividere la sua esperienza con gli altri.

Ecco che allora il tuo flusso potrebbe essere arricchito con email che:

  • Richiedono una recensione
  • Invitano a condividere l’esperienza d’acquisto o d’uso sui social
  • Concedono sconti o coupon per un acquisto successivo o da condividere con una persona cara
  • Promuovono programmi di loyalty o ambassador.

Esempi:

“Spero che la tua esperienza sia stata appagante e ti invito a valutarla e a lasciare la tua recensione.

Come valuti il tuo ordine?

La tua opinione può farci capire come migliorare il servizio offerto e contribuirà a convincere altre persone come te all’acquisto!”.

 

“Tra poco potrai mettere mano sul tuo prodotto e arriverà anche il fatidico momento dell’unboxing!

A proposito di unboxing: ti va di rendere partecipi dell’evento sia me che tutti gli altri membri della nostra community?

Registra una e condividila sulle nostre pagine social. Non dimenticare di taggarci!”.

 

“Vogliamo darti la possibilità di invitare un tuo amico o amica ad unirsi a noi. Più siamo e meglio è!

Hai a disposizione un codice sconto da consegnare a chi vuoi per il suo primo acquisto.

Il codice sconto per il tuo amico è: AMICOEURO.

La nostra community è sempre più numerosa. Non vedo l’ora di accogliere anche il tuo amico/a”.

 

Leggi altri contenuti utili su e-comnmerce e shop online:

 

Quanto tempo e quante risorse investire nelle attività di email marketing per il tuo ecommerce?

Quanto influiscono le tue email nell'acquisizione di contatti e nella conversione in clienti?

Quali alternative considerare per migliorare il ROI?

Le email per un negozio online sono di certo fondamentali, ma per essere certi che l'investimento sia del tutto efficiente devi affidarti all'Attribution Modeling e calcolare la resa di ogni singolo touchpoint.

 

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Topics: Ecommerce, Email Marketing, Comunicazione Persuasiva



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