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Blog Inbound Marketing Italia

Oggetto Email Marketing: 11 Parole da non Usare Mai

Autore: Cecilia Secco

15/02/17 16.12

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Quante persone leggono le tue email? Se sono meno del 30% delle email inviate, probabilmente è perché sbagli l’oggetto e nessuno le apre, ma piuttosto le cestina. L’unica arma a tua disposizione allora è la persuasione nelle poche parole che compongono l’oggetto dell’email. Scopri gli 11 errori che non devi mai fare.

Sei abbastanza human nella scrittura delle tue email? Hai informazioni interessanti da condividere? Sembra che tu possa davvero aiutare il tuo possibile cliente? Sono queste le cose che si chiede il destinatario delle tue email prima di aprirle, quindi sono tutte cose che devono effettivamente trasparire dalla riga dell’oggetto dell’email, perché se le parole che hai scelto fanno schifo, nessuno ne leggerà mai il contenuto.

Se hai solo 6 o 7 parole a disposizione, ognuna di queste ha un peso molto importante e può fare la differenza nel tasso di apertura della campagna e quindi nel suo successo o fallimento. Ecco perché oggi ti mostriamo 11 parole che non dovrebbero mai venire utilizzate.

 

1.“10 minuti”

Non chiedere mai a qualcuno che ancora non ti conosce di dedicarti 10 minuti del suo tempo per mettersi in contatto con te. Soprattutto, ricorda che i tuoi possibili clienti non programmerebbero mai una call o un incontro con qualcuno senza ancora sapere quale sia il valore che potrebbe dar loro.

 

2.Il nome della tua azienda

Mettere il nome della tua azienda all’interno di un’email significa sprecare spazio prezioso. Già l’oggetto è corto, aggiungere il nome del brand significa proprio scavarsi la fossa! Tra le altre cose, la fa sembrare ancora di più un’email “markettara”. Concentrati invece su quali sono i reali bisogni del cliente.

L’unica eccezione è nelle email di follow up da inviare con i contenuti dopo che una lead ha compilato una form, perché si aspetta di ricevere qualcosa proprio da voi.

 

3.“Ciao, [NOME UTENTE]”

La personalizzazione è passata di moda da quando hanno iniziato ad usarla tutti. Le cose abusate non sono mai efficaci, e questo ne è l’esempio lampante.

 

4.Qualsiasi errore

Questa tecnica è pessima, lo è sempre stata e sempre lo sarà. Se non hai capito di cosa sto parlando, allora passa pure al prossimo punto. Se invece anche tu hai avuto l’occasione di vedere email con oggetti volutamente errati per attirare l’attenzione, sappi che fanno sembrare il mittente poco professionale. I tuoi destinatari, come tutti, hanno mille cose da fare ogni giorno e milioni di email da leggere, non penso che abbiano molto tempo da perdere per qualcuno che fa errori di battitura. Piuttosto forse preferirebbero qualcuno che possa aiutarli a risolvere i loro problemi!

 

5.“Re:”

L’idea è quella che scrivendo “Re:” seguito da un oggetto interessante, il destinatario creda che non si tratti di un’email di marketing, ma della risposta a un’email precedente. Lo svantaggio è che, una volta aperta l’email, le persone si rendono conto che si tratta di un’email commerciale e rimangono delusi e cancellano l’email.

 

6.Termini aziendali

Come il nome dell’azienda, è uno spreco di spazio. Da evitare assolutamente! Usa il linguaggio dell’utente e cerca di capire come relazionarti a lui facendo leva sui suoi bisogni e i suoi obiettivi.

 

7.“Mettersi in contatto” o “contattare”

Invece di girarci intorno, spiega esattamente alla tua lead perché dovrebbe mettersi in contatto con te. Vedrai che funzionerà meglio.

 

8.“Servizi” e “prodotti”

Sono sicura che la tua azienda offra servizi e prodotti favolosi a tutti i tuoi clienti. Ma scrivere “servizi” all’interno di un oggetto vi fa proprio scadere nel banale. Piuttosto spiega perché sono così importanti per il buyer persona, avranno più effetto e colpirai dritto ai suoi bisogni.

 

9.“Affare”

A meno che davvero la vostra non sia un’offerta favolosa e irresistibile, evita questa parola perché è stata talmente tanto utilizzata che le persone non ci danno più il peso che vorresti.

 

10.“Solo per te”

Non è credibile che l’offerta sia solo per il lettore, quindi non viene data molta importanza ad una frase del genere. Cerca piuttosto di essere più preciso sulla tipologia dell’offerta.

 

11.“[NOME]”

Se utilizzare i token personalizzati è poco utile, puoi immaginare quanto possa esserlo utilizzarli nella maniera sbagliata e far vedere al tuo possibile cliente che la sua email è stata creata da un automatismo. Mi è capitato una volta di ricevere un’email in cui l’oggetto era “Ciao [NOME], oggi sconti imperdibili solo per te”, non penso che le aperture di quella DEM siano state molto alte!

Avere un buon oggetto nelle email ti può aiutare ad aumentare il tasso di apertura, ma ci sono altri parametri che rendono la tua campagna DEM di successo. Guarda qui sotto come creiamo noi le DEM di ArhciMedia per capire come puoi migliorarti.

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Topics: Email Marketing