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Blog Inbound Marketing Italia

Heatmaps: 5 semplici ragioni per cui il tuo sito ne ha bisogno

Autore: Sara Finotto

07/08/18 14.58

Heatmaps: 5 semplici ragioni per cui il tuo sito ne ha bisogno

Le heatmaps sono conosciute come “mappe del calore” o “mappe termiche”,  e sono uno strumento di uso comune per chiunque abbia a che fare con un sito web. Inizialmente costituivano una analisi ai punti dove si focalizzava l'attenzione all’interno delle pagine di un sito (static heatmaps). Oggi fanno molto di più. Ed ecco le 5 ragioni per cui anche la tua azienda dovrebbe passare le proprie pagine al setaccio di questo strumento.

L'analisi di una mappa del calore è estremamente semplice: le parti più cliccate di una pagina risultano calde a contrasto con le parti fredde, come se fosse la termografia di un edificio. Col tempo, però, i siti web si sono evoluti, diventando molto più complessi e interattivi. È così che le mappe di calore sono diventate dinamiche (dynamic heatmaps).

 

Cos’è un’heatmap dinamica?

L’heatmap dinamica funziona come una copertura interattiva: è possibile navigare in un sito web come un visitatore, in modo da vedere le macchie calde e fredde, la popolarità di ogni area del sito e anche monitorare i collegamenti fra gli elementi di ogni pagina, compresi i menù a tendina e quelli di scorrimento.

 


Perché usare le dynamic heatmaps?

Ci sono letteralmente migliaia di benefici che potresti trarre dalle heatmaps. Su tutti abbiamo selezionato 5 semplici e fondamentali ragioni.

  1. Puoi vedere esattamente cosa e dove i visitatori cliccano
    Le dynamic heatmaps consentono alle aziende di verificare cosa i visitatori stanno vedendo, dove stanno cliccando e che settori stanno venendo ignorati. Ciò è di vitale importanza poiché permette alle compagnie di compiere scelte di marketing in maniera più ponderata e intelligente.

  2. Smetti di perdere tempo e denaro
    Chi dice che i visitatori raramente guardano questo o quell'annuncio? Puoi dire basta alle discussioni: le mappe termiche ti possono aiutare a identificare cosa cambiare o, addirittura, omettere dalle pagine del tuo sito.
    Per esempio: se scopri che il contenuto a inizio pagina è poco visto, c’è la possibilità che il lettore non veda contenuti interessanti che seguono più in fondo, poiché esce dalla scheda. Saprai a quel punto che devi migliorare il contenuto scritto o visuale.

  3. Focalizzati sui collegamenti
    A volte le persone hanno problemi a navigare il sito, non trovano ciò che cercano ed escono. Le heatmaps ti permettono di individuare questi problemi in modo autonomo e, quindi, mettere ordine alla navigazione.

  4. Puoi misurare il livello di interazione delle persone con il tuo sito
    Puoi usare le dynamic heatmap anche sui meccanismi di conversione (landing page e form) per verificare il livello di interazione del visitatore con il tuo sito e organizzare magari dei Test A/B sulla posizione della form (in alto o in basso, a destra o a sinistra). 

  5. Dettagli, dettagli, dettagli!
    Segmentare i dati, rilevare dati specifici su una pagina, organizzare Test, misurare le compilazioni delle form: le possibilità per le aziende sono moltissime, basta "tuffarsi" all'interno dei dati e saperne ricavare importanti lezioni per costruire un sito migliore

Ci sono dei tool come Lucky Orange specializzati in Heat Maps e HotJar che ti permettono di avere tutte queste informazioni.

Quello che ti consigliamo di fare ora,  prima di utilizzare questi software, è di scaricare la guida "25 cose che devi avere nel tuo sito web" per capire se la struttura del tuo sito e dei contenuti è corretta e solo a quel punto puoi andare a controllare la User Experience del sito.

Scarica la Guida Gratuita sulle 25 Cose che non possono Mancare nel Tuo Sito

Topics: Realizzazione Siti Web