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Federica Ruggero: il mio (sudato) rapporto con la comunicazione

Matteo Grigolato

Federica Ruggero: il mio (sudato) rapporto con la comunicazione

Attrice, giornalista TV, siamo abituarla a vederla in casa sua: il teatro. Nella vita recita ed insegna recitazione ma non solo: aiuta anche le imprese e gli imprenditori a diventare più comunicativi grazie alle tecniche degli attori.

 

 

Il teatro è una delle massime espressioni della comunicazione: qual’è il rapporto tra te, il teatro e la comunicazione?

Allora il rapporto tra me e la comunicazione è un rapporto che definirei conquistato, perché innanzitutto da bambina ero piuttosto silenziosa e timida. Difficilmente esprimevo fino in fondo quello che pensavo quindi cercavo sempre di creare quella situazione “non faccio arrabbiare nessuno e va tutto bene”. Non ero la classica bambina spigliata che si può pensare: adesso fa l’attrice, da bambina sarà stata così. Invece no, ero proprio differente.

Poi dico che il teatro e la comunicazione in generale mi ha insegnato una grande cosa per prima, che è la sconfitta. Nel senso che io sono arrivata a 18 anni quando iniziavo già a presentare delle trasmissioni televisive e ho fatto il mio primo provino in teatro. Sono stata scartata all'istante.

Perché è successo? Perché ci sono arrivata con quell'atteggiamento del “devo essere brava e fare tutto bene. Devo fare le cose tutte precise e voglio controllare il più possibile”. In realtà il teatro, e la comunicazione per prima cosa. È autenticità, è flusso, è saper essere presenti, è essere presenti in un viaggio con il tuo pubblico. E quindi, da quel momento, ho iniziato veramente a lavorare molto sul portare sulla parte più studiosa del "voglio fare bene", quella più libera, bella, gioiosa, giocosa  e dinamica.

È, quindi, stato un rapporto che è andato sempre più mutando, crescendo, esplodendo, e oggi per me stare sul palco davanti alla gente, stare qui al TED, è un momento di grande gioia e di grande gioco.

Qual è il segreto per una comunicazione efficace?

La prima cosa che noi suggeriamo alle aziende quando entriamo nel concetto di creare empatie è legato al capire le mappe degli altri, nel senso che troppo spesso ci preoccupiamo di dire quello che pensiamo, di quello che vogliamo che le persone facciano, e ci preoccupiamo poco invece di dove sta l’altra persona. Quindi per prima cosa proiettiamo la nostra mappa a descapito di creare relazione.

La prima cosa per una comunicazione efficace è “fare il bagnino”, per cui andare a prendere la persona con cui sto comunicando nella situazione emotiva, contestuale, capirla fino in fondo e dopo di che iniziare insieme ad andare verso un obiettivo condiviso.

Hai introdotto il concetto del business, ma per le aziende quanto è importante la comunicazione oggi?

Oggi è fondamentale, Richard brandson il fondatore del gruppo Virgin, dice questa frase: la comunicazione è la più gtrande competenza che ogni leader deve possedere.

Le aziende sono fatte da persone, quindi manager, imprenditori. Saper comunicare bene è diventato un elemento imprescindibile: una volta era sufficiente fare bene il proprio mestiere, per un cuoco era sufficiente fare bene da mangiare per assicurarsi la clienterla, piuttosto che per un avvocato vincere le cause.

Oggi non è più sufficiente perché dobbiamo fare un salto, dobbiamo diventare dei narratori che vuol dire imparare a raccontarcoi. Raccontare chi siamo cosa facciamo e come lo facciamo in modo he sempre più persone sappiano di noi.

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Possiamo dire che Federica ci ha insegnato un concetto prezioso: la comunicazione non è semplicemente qualcosa da "fare bene", un qualcosa per cui tu devi essere tagliato, ma è l'entrare in empatia con le persone con cui si sta cercando di condividere idee e pensieri. È prenderli per mano e trascinarli all'interno dei tuoi discorsi.

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