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Lorenzo Cogo e la ricetta per essere Chef: Passione, Istinto, Comunicazione

Matteo Grigolato

Lorenzo Cogo e la ricetta per essere Chef: Passione, Istinto, Comunicazione.

Cosa c'è dietro una stella Michelin? Lorenzo Cogo l'ha ottenuta a soli 25 anni, diventando di fatto uno dei più giovani chef stellati in Italia. Il suo ristorante nel cuore di Vicenza, "El coq", è stato consacrato come un punto di riferimento a livello internazionale grazie alla sua cucina "istintiva".

Abbiamo conosciuto Lorenzo poco prima che calcasse il palco di TEDxRovigo 2018, dove ha portato la sua storia, e ci ha incuriosito raccontando la cucina come un settore strettamente legato al comunicare, sia durante la preparazione che nella consumazione. Gli abbiamo fatto qualche domanda proprio su questo tema.

Buona Visione 👇

Sei a TEDxRovigo per raccontare la tua passione, la tua forma di comunicazione, ovvero la cucina. Cosa c'è di comunicativo nella cucina? E soprattutto, come si fa a comunicare un piatto? 

Comunicare un piatto non è cosa scontata. La cucina nasce come un'esperienza "semplice", una cosa da consumare immediatamente o come un gesto di affetto. Ad oggi però tutto è diventato molto più complesso e la ristorazione ha bisogno di qualcosa in più, di un'identità.

Questo è stato anche il motivo per cui ho scelto di fare questo lavoro, per differenziarmi da mio padre che fa una cucina più semplice, da trattoria. Mentre la mia è un po' più elaborata e contemporanea. Per avere un'identità un piatto deve esprimersi attraverso il gusto e l'aspetto: il gusto deve essere molto deciso, normalmente io lavoro con acidità e amaro che sono gusti pungenti; poi viene la bellezza, cosa complementare, ma secondaria al gusto.

Hai introdotto anche l'elemento della contemporaneità: oggi della cucina sentiamo parlare ovunque: tv, internet, canali dedicati... come ti rapporti con questo fenomeno?

È un fenomeno abbastanza complesso, che per certi aspetti si discosta  un po' dalla visione tradizionale di cucina, ma che attualmente viaggia di pari passo con questa. Quindi, se si è un imprenditore e una persona intelligente, devi cercare di sfruttare questi mezzi perché sono molto molto potenti.

Come convinci il pubblico dei social, come quello di Instagram, a visitare il tuo ristorante e a gustare i tuoi piatti?

Le persone vengono nel mio ristorante per vivere un'esperienza e attraverso i social riesco a venderla: faccio un "teaser" che racconti l'esperienza a El coq e lo pubblico su social come Facebook e Instagram. Preferisco Instagram perché è quello che seguo personalmente e perché mi aiuta molto a costruire una storia che parte dal web e termina all'interno del mio ristorante. 

È bellissimo utilizzare i social, perché sono un mezzo che mi aiuta ad esprimere ciò che sono, ma a volte mi arrabbio quando vedo i clienti al telefono all'interno del mio ristorante e ironicamente dico: "Il teaser online l'ho già fatto, adesso stai tranquillo e goditi questa esperienza!". Tutto ciò ci suggerisce che forse siamo arrivati al limite: l'uso dello smartphone va oltre l'aspetto funzionale, diventando una consuetudine che ci distoglie dal rapporto con le persone e con il cibo.
Per tornare ad apprezzare il cibo mettiamo da parte la tecnologia e ascoltiamo i piatti e le persone con le quali condividiamo l'esperienza!

Lorenzo ci ha fatto capire che la bocca non è l'unica cosa accomuna cibo e comunicazione: ci sono anche ricordi, emozioni ed esperienze da condividere. Noi continueremo a comunicare sui canali web, lasciando a lui il compito di "parlare ai nostri palati".

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