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Tracking Pixel nelle Email Marketing: cosa devi sapere se usi HubSpot

28 mag , 2026 | 3 minuti

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Dashboard in tempo reale, workflow comportamentali, lead scoring, nurturing personalizzato: tutto ruota attorno ai dati e molto ruota intorno alle e-mail.

Tra questi dati, uno dei più preziosi — e oggi più discussi — è sempre stato il comportamento dell’utente all’interno delle email marketing.

Sapere chi apre una newsletter, chi clicca su un contenuto, chi torna più volte su una comunicazione commerciale, ha permesso ai team marketing di costruire strategie sempre più sofisticate e misurabili. Per piattaforme come HubSpot, queste informazioni rappresentano il cuore stesso dell’automazione.

Ma il contesto GDPR sta cambiando.

Le recenti indicazioni del Garante Privacy italiano, in linea con l’orientamento europeo già espresso dal CNIL francese, stanno ridefinendo il perimetro entro cui i tracking pixel possono essere utilizzati nelle newsletter e nelle comunicazioni marketing.

E per chi utilizza HubSpot o qualsiasi altro software per l'invio delle email e che permette il tracciamento di dati come open e click, la questione richiede attenzione, ma anticipiamo già che è anche gestibile.

Cosa sono i tracking pixel nelle email di HubSpot

Quando invii una newsletter tramite HubSpot, la piattaforma inserisce automaticamente un pixel invisibile 1x1 all’interno dell’email.

Nel momento in cui il destinatario apre il messaggio, HubSpot registra una serie di informazioni:

  • apertura della mail
  • data e ora
  • dispositivo utilizzato
  • indirizzo IP
  • click sui link
  • interazioni con i contenuti

Questi dati alimentano:

  • reportistica marketing
  • lead scoring
  • workflow automatici
  • segmentazioni avanzate
  • attività commerciali

In pratica, il tracking email è uno dei motori principali dell’intero ecosistema HubSpot.

 

Il vero tema: statistica aggregata o profilazione?

Il nodo centrale non è il pixel in sé, ma il modo in cui le informazioni vengono utilizzate.

Esiste infatti una differenza sostanziale tra:

  • analizzare dati statistici aggregati;
  • monitorare il comportamento del singolo utente.

Dire:

“Il 35% dei destinatari ha aperto la newsletter”

è molto diverso dal sapere:

“Roberta Paulon ha aperto cinque volte la mail sul prodotto CRM.”

Nel secondo caso il trattamento diventa identificabile e potenzialmente profilante. Ed è proprio qui che entrano in gioco GDPR, consenso e trasparenza.

 

Cosa dice il Garante Privacy sui tracking pixel

Secondo le recenti interpretazioni normative:

  • i tracking pixel sono assimilabili ai cookie;
  • il tracciamento deve essere dichiarato chiaramente;
  • l’utente deve sapere quali dati vengono raccolti e perché.

La Privacy Policy dovrebbe quindi specificare:

  • utilizzo di sistemi di tracking nelle email;
  • dati raccolti;
  • finalità del trattamento;
  • eventuale profilazione;
  • modalità di gestione delle preferenze.

Inoltre:

  • il link di disiscrizione resta obbligatorio;
  • è consigliabile introdurre un preference center;
  • in alcuni casi può essere necessario un consenso specifico.

 

Cosa fare per adeguarti al GDPR se hai HubSpot

Ed è qui che la situazione va gestita da parte dei Marketing Manager.

Ad oggi HubSpot consente di:

  • disattivare open tracking;
  • disattivare click tracking;
  • gestire tracking domain e identity tracking.

Ma non offre una vera modalità intermedia. Tradotto: o il tracking è attivo, oppure viene disabilitato. La gestione “ibrida” oggi richiede personalizzazioni organizzative e processi dedicati.

 

Come adeguarti senza rinunciare al marketing automation

Le aziende più strutturate stanno adottando un approccio pragmatico, basato su governance e segmentazione.

1. Creare property dedicate per il consenso

Ad esempio:

  • “Consenso Tracking Email”
  • “Consenso Profilazione Marketing”

Questo permette di distinguere:

  • consenso newsletter;
  • consenso tracking comportamentale.

2. Aggiornare form e double opt-in

Molti processi di iscrizione oggi raccolgono un unico consenso generico.

Sempre più aziende stanno invece introducendo:

  • checkbox separate;
  • informative più dettagliate;
  • preference center evoluti.

3. Segmentare le audience

Una strategia sempre più diffusa è creare:

  • liste con tracking attivo;
  • liste senza profilazione;
  • workflow differenti.

Vuoi un nostro consiglio su come gestire HubSpot o un altro software di email marketing in quest'ottica? Parla con uno dei nostri specialisti in materia >

 

Perché il tema riguarda anche le performance marketing

C’è poi un aspetto spesso ignorato: gli open rate stanno diventando meno affidabili anche dal punto di vista tecnico.

Apple Mail Privacy Protection, sistemi anti-tracking e proxy di caricamento immagini stanno alterando le metriche tradizionali.

Per questo molti team marketing stanno spostando il focus verso:

  • first-party data
  • conversioni reali
  • engagement qualificato
  • comportamento onsite

 

Il futuro dell’email marketing sarà più trasparente 

Il tema dei tracking pixel non significa la fine del marketing automation.

Significa però che i Marketing Manager dovranno costruire strategie:

  • più trasparenti
  • più sostenibili
  • più governate
  • meno dipendenti dal tracciamento invisibile

Per chi utilizza HubSpot o altri software di email marketing, questo è il momento giusto per fare una verifica concreta delle configurazioni attive, dei workflow e delle logiche di consenso.

Perché nel marketing moderno non basta più avere il possesso dei dati. Bisogna anche dimostrare di saperli gestire correttamente.

 

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Cecilia Secco

Project Manager e HubSpot Certified Trainer. Ho iniziato subito a occuparmi della formazione dei clienti, della creazione di strategie di Inbound con l'obiettivo di generare contatti e della gestione delle pipeline di vendita.
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