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Paolo Franceschini: Chiamatemi "Comicista"

Matteo Grigolato

Paolo Franceschini: Chiamatemi "Comicista"

Paolo Franceschini nasce a Ferrara nel 1977. Showman di professione, comicista (metà comico e metà ciclista come si definisce lui), si è esibito in piazze e teatri di tutta Italia oltre ad essere protagonista di diverse trasmissioni televisive.

Quando non è impegnato in queste cose, si diverte pedalando in sella alla sua bicicletta, che nel 2017 lo ha portato ad affrontare la prima gara di ciclismo della sua vita L’Himalayan Highest MTB Race: la gara a tappe più "alta" del mondo, oltre i 5000m.

Di questa sua esperienza ne ha tratto una storia che ha raccontato a TEDxRovigo, che con il suo talk "Mai dire Ormai" ha regalato risate e cariche motivazionali, raccogliendo gli applausi del pubblico.

Ma quanto ha impattato la comunicazione sulla vita e sulle esperienze di Paolo? Quanto è importante comunicare per promuoversi? Glielo abbiamo chiesto direttamente nell'intervista che trovi qui sotto.👇

 

C’è una netta separazione tra quello che fai nella tua vita e quello che scegli per passione, oppure sono due passioni coincidenti?

Bella questa domanda… Effettivamente mi rendo conto che potrebbe sembrare che ci siano dei grossi contrasti. 

Con questa domanda però mi metti nelle condizioni di dover ammettere una cosa di cui mi rendo conto già da tempo: probabilmente, agli inizi, quando ho scelto il mestiere dell’artista, l'ho fatto anche perché sentivo la necessità di avere sempre persone attorno, talvolta anche per coprire le mie insicurezze.

Man mano che si cresce, ci si rende conto di determinate cose: quando si inizia a stare veramente bene con se stessi, si sta molto bene anche da soli. Pedalare mi ha sempre aiutato tanto in tal senso (anche se ci tengo a precisare che spesso esco anche con degli amici. Sono loro infatti ad avermi convinto a prendere la bici).

Normalmente, cosa usi per promuovere i tuoi spettacoli o le tue imprese sportive in solitaria in bici?

Solitamente sono un utilizzatore dei social, ma non sono il Ferragni della comicità o del ciclismo! Ovviamente mi appoggio, in determinate occasioni, a uffici stampa in base a ciò che devo fare o a quel che può succedere. 

Per esempio, il cammino di Santiago è stata una cosa che ho fatto da me, ma la notizia è venuta fuori senza che io la volessi cercare.  

Riguardo alla gara che ho fatto sull’Himalaya, il processo è stato un po’ il contrario: quindi sono venute fuori prima le notizie e, ad un certo punto, mi son trovato anche a dire “cavoli, questa cosa la devo fare per forza perché ormai, se ne è parlato anche troppo per i miei gusti!”. 

Quindi sei stato condizionato dalle notizie?

Non potevo fallire.

Effettivamente ci sono anche alcuni dei tuoi colleghi comici che si stanno posizionando sui social quasi come influencer: tu cosa ne pensi di questo fenomeno?

Penso che sia un vero e proprio lavoro!

La TV al momento non da più ciò che dava fino a qualche anno fa. Ad esempio, il successo di Zelig e di molti comici che sono tutt'ora sulla piazza, è dovuta al fatto che c’erano 6 canali da guardare: i 3 della rai, i 3 di Mediaset, oltre a quello che adesso è diventato Sky. Andare in onda in prima serata su canale 5 era una svolta reale. 

Stiamo parlando di una quindicina di anni fa, non di secoli. Adesso i ragazzi più giovani hanno come prima piattaforma il web.

Effettivamente bisogna saper utilizzare bene il web, quindi i miei colleghi che lo sanno utilizzare bene, hanno tutta la mia stima. Per quanto riguarda me, mi rendo conto che non è proprio il posto nel quale mi sento più a mio agio. 

Mi accontento dei miei numeri, o meglio, dei numeri giusti in base all’utilizzo che ne faccio io. 

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La comunicazione ha letteralmente cambiato la vita di Paolo: lui ha cominciato la sua carriera di comico grazie alla televisione, il mezzo più potente per comunicare nei decenni scorsi, e la stessa comunicazione l'ha motivato anche a intraprendere l'impresa della Himalayan Highest MTB Race. 

La sua vita è stata strettamente legata al comunicare, ed ora che l'epicentro dell'informazione si è spostato dalla TV al web e ai social, si rende conto che è essenziale restare al passo coi tempi, anche se si accontenta della sua fanbase.

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