Cybersecurity & Privacy

Conformità NIS2 2026: cosa devono fare le aziende il 28 febbraio

Scritto da Cristiano Pastorello | Feb 20, 2026 10:41:22 AM

La Direttiva NIS2 ha cambiato in modo strutturale il panorama della cybersecurity europea. In Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo 138/2024, introducendo obblighi concreti per migliaia di organizzazioni classificate come soggetti essenziali o importanti.

febbraio 2026, molte aziende hanno completato la registrazione iniziale e avviato i processi richiesti. Ma ci sono altri step previsti in corso d'anno. In questo articolo analizziamo cosa significa essere compliant nel 2026, quali adeguamenti sono prioritari e come trasformare l’obbligo normativo in un vantaggio competitivo.

Cos’è la NIS2 e perché impatta così tante aziende

La NIS2 (Network and Information Security 2) amplia il perimetro della precedente direttiva NIS, includendo nuovi settori strategici come:

    • energia e trasporti
    • sanità
    • infrastrutture digitali
    • pubblica amministrazione
    • servizi ICT e fornitori digitali
    • produzione manifatturiera critica

L’obiettivo è elevare il livello di sicurezza informatica in tutta l’Unione Europea, introducendo requisiti uniformi in materia di:

    • gestione del rischio cyber
    • notifica degli incidenti
    • responsabilità del management
    • misure tecniche e organizzative minime

In Italia, l’autorità competente è l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che coordina il CSIRT Italia per la gestione e la ricezione delle notifiche di incidente. Questo significa che il dialogo con l’autorità non è più un’eventualità rara, ma una possibilità concreta per molte imprese.

 

Scadenze NIS2: 3 step nel 2026

Nel 2026 la normativa è entrata in una fase pienamente operativa.

1° gennaio 2026 – Obbligo di notifica degli incidenti

Dal 1° gennaio 2026, le aziende soggette alla NIS2 devono notificare:

    • un early warning entro 24 ore dalla conoscenza dell’incidente significativo
    • una notifica completa entro 72 ore
    • un eventuale rapporto finale successivo

Questo cambia completamente l’approccio all’Incident Response. Non si può improvvisare un piano mentre l’attacco è in corso. Procedure, ruoli, flussi decisionali e modelli di comunicazione devono essere già definiti e testati.

28 febbraio 2026 – Finestra di registrazione

Entro fine febbraio le organizzazioni coinvolte devono registrarsi (o aggiornare i dati) sul portale ACN, designare un punto di contatto ufficiale e confermare le informazioni di governance.

Attenzione: la registrazione non equivale alla conformità.
È solo il primo passo formale. La vera compliance si misura nella capacità di prevenire, reagire e dimostrare.


1° ottobre 2026 – Implementazione completa delle misure

Entro ottobre 2026 devono essere pienamente implementate le misure tecniche e organizzative richieste. Il periodo marzo–settembre 2026 è quindi decisivo: è il momento in cui si colmano i gap, si rafforzano i controlli e si testano i processi. Rimandare significa comprimere tutto negli ultimi mesi, con il rischio di fare interventi frettolosi e poco strutturati.

 

Adeguamenti NIS2: requisiti delle aziende compliant

Vediamo in modo operativo cosa significa essere realmente compliant.

1. Governance e responsabilità del management: la cybersecurity entra in consiglio di amministrazione.

La NIS2 introduce un elemento di rottura: la responsabilità diretta degli organi di gestione. Il board deve approvare le misure di sicurezza, supervisionarne l’attuazione e ricevere formazione specifica sui rischi cyber. Non è più solo un tema IT. È governance aziendale.

Molte aziende stanno formalizzando il ruolo di:

    • CISO (Chief Information Security Officer)
    • referente NIS
    • responsabile notifiche incidenti

Senza una chiara catena di responsabilità, il rischio sanzionatorio aumenta.

2. Risk assessment continuo e documentato: non bastano documenti, serve una procedura

La NIS2 richiede un approccio basato sul rischio. Questo significa:

    • mappatura degli asset critici
    • identificazione delle vulnerabilità
    • analisi delle minacce
    • valutazione dell’impatto sul business

Il risk assessment non deve essere un documento statico, ma un processo ciclico e aggiornato periodicamente. Un errore comune potrebbe essere, in questa fase, fare un’analisi iniziale e non aggiornarla dopo modifiche infrastrutturali o nuovi fornitori.

3. Supply chain security: un aspetto sensibile

Uno degli aspetti più innovativi della NIS2 è l’attenzione alla sicurezza della catena di fornitura. Un attacco a un fornitore può trasformarsi in un incidente notificabile per te. Per questo è necessario:

  • valutare la postura di sicurezza dei partner ICT
  • inserire clausole contrattuali adeguate
  • monitorare i rischi derivanti da terze parti

Ignorare questo aspetto significa lasciare aperta una porta laterale, avere una vulnerabilità.

4. Misure tecniche minime richieste

Autenticazione forte, crittografia, backup testati, sistemi di monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, business continuity: non sono “best practice consigliate”, ma requisiti necessari.

La parola chiave è proporzionalità. Le misure devono essere adeguate alla dimensione e al rischio dell’organizzazione. Ma devono esserci, essere documentate e funzionare.

 

5. Incident Response e procedure di notifica

Dal 2026 non è più accettabile improvvisare la risposta a un attacco ransomware o a una violazione dati. Considera che se si verifica una violazione dei tuoi sistemi e non riesci a rispettare le 24 ore per l’early warning, comunicando l'attacco informatico, sei già in violazione della norma e quindi esposto a sanzioni.

Quali procedure sono necessarie?

    • Un piano di risposta agli incidenti scritto
    • Un team interno o esterno attivabile h24
    • Aimulazioni (table-top exercise)
    • Workflow chiari per le notifiche

Sanzioni NIS2 e reputazione: il rischio è doppio

Il regime sanzionatorio prevede multe significative, proporzionate alla gravità della violazione e al fatturato. Per i soggetti essenziali, le sanzioni possono arrivare fino a milioni di euro o a una percentuale rilevante del fatturato globale annuo. Ma quello economico non è il solo rischio: viene raddoppiato se pensi al danno reputazionale e alla potenziale perdita di fiducia da parte di clienti e partner.


Checklist compliance NIS2 nel 2026

Se vuoi capire rapidamente a che punto sei, verifica di aver:

completato la registrazione presso ACN
nominato formalmente le figure responsabili
redatto un risk assessment aggiornato
implementato controlli tecnici adeguati
formalizzato un piano di Incident Response
predisposto procedure di notifica entro 24/72 ore
formato il management sui rischi cyber

Se manca anche solo uno di questi punti, il lavoro non è concluso. La domanda che devi farti oggi non è "Siamo registrati?" ma "Siamo davvero resilienti?"
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